Bonifica amianto: la normativa vigente

Bonifica amianto: la normativa vigente

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L'amianto è una sostanza a base di silicio, formata di fibre sottilissime, molto flessibili e resistenti al calore. Proprio tali caratteristiche hanno portato ad un largo uso dell'amianto in edilizia e non solo. Con il tempo si è scoperto che tali fibre a contatto con aria ed agenti atmosferici si sbriciolano e se inalate sono cancerogene, ecco perché in Italia fin dal 1992, con la legge 257, vi è il divieto di uso di tale materiale.

Pur essendo ormai vietato l'uso e la produzione, l'amianto è ancora presente in molte strutture e di conseguenza si pongono due problemi. Il primo è eliminare l'amianto in quanto chiunque sia sottoposto ad esposizione delle fibre, molto volatili, è a rischio e d'altro canto devono essere protetti tutti coloro che entrano nella filiera dello smaltimento.

Proprio per questo si è resa necessaria una disciplina normativa molto puntuale, la stessa è in gran parte di derivazione dalle normative dell'Unione Europea. Nel 1994 è stato emanato l'obbligo per le Regioni di censire tutto l'amianto presente sul territorio, primo passo verso lo smaltimento. Nello stesso anno vengono anche stabilite le procedure per poter operare in sicurezza attraverso allestimento del cantiere, decompressione, decontaminazione, smaltimento. La normativa si applica ad edifici civili, commerciali, industriali, aperti al pubblico.

In base alla normativa vigente (D.lgs 626 del 1994, come modificato dal D.lgs 257 del 2006), i proprietari che sono a conoscenza della presenza di amianto all'interno degli edifici di loro proprietà, devono darne comunicazione all'ASL competente per territorio. In questo caso potrà essere disposta la rimozione, nel rispetto delle normative vigenti, con costi a carico del proprietario.

Particolari norme (artt. 59 e seguenti D.lgs 626 del 1994, introdotti dal D.lgs 257 del 2006) sono prescritte per le imprese che operano in campo edile. Per la sicurezza dei lavoratori, il datore di lavoro prima di immettere gli addetti nel cantiere deve redigere in piano una valutazione dei rischi dai quali emerga anche la necessità di dover trattare l'amianto.

Le imprese che operano nell'ambito dello smaltimento dell'amianto devono essere iscritte in una speciale sezione dell'albo delle imprese che operano nello smaltimento dei rifiuti. Le stesse 30 giorni prima dell'inizio dei lavori devono darne comunicazione agli organi di vigilanza. La normativa introduce del valori limiti (0,1 fibre per centimetri cubi d'aria) da rispettare in modo che non vi sia un'esposizione eccessiva degli addetti allo smaltimento. I processi lavorativi devono essere tali da limitare il più possibile la dispersione nell'aria di polveri e fibre, ciò attraverso il trasporto nei luoghi di stoccaggio in imballaggi chiusi sul luogo di lavoro. Nel luogo in cui si trova l'amianto non vi deve essere l'accesso di persone diverse dagli addetti ai lavori. Coloro che sono addetti alla rimozione dell'amianto devono essere dotati di dispositivi di protezione individuale, guanti, tute, maschere, scarpe a norma di legge e tali dispositivi devono essere controllati in modo che siano sempre al massimo dell'efficienza.

La normativa vigente prevede pesanti sanzioni nel caso in cui non si rispettino tali normative di settore.

Coloro che sono impegnati nel trattamento dell'amianto devono essere sottoposti a controlli sanitari e devono essere inclusi in speciali registri.