Adeguamenti antisismici: la normativa vigente

Adeguamenti antisismici: la normativa vigente

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Normativa antisismica italiana: breve excursus storico.

Il primo intervento legislativo in materia antisismica risale al 1971 quando, con la Legge n. 1086, sono state disciplinate le regole costruttive per edifici in cemento. Successivamente, è stata promulgata la normativa sulla quale si basano anche le vigenti leggi in materia.

Risale al 1974 la vera e propria disciplina italiana antisismica, contenuta nella Legge n. 64 del 1974. Con tali norme, il Legislatore ha previsto la necessità di disciplinare in modo uniforme e unitario la classificazione delle zone "a rischio", nonché le modalità dell'aggiornamento di tale mappatura, da effettuarsi con apposito decreto ministeriale. Oltre all'aspetto del monitoraggio, la predetta legge ha emanato nuove direttive tecniche afferenti la costruzione e l'adeguamento antisismico di edifici pubblici e privati.

L'attuazione di quanto previsto dalla Legge n. 64/1974 è avvenuta, per la prima volta, con i D.M. promulgati all'indomani del terremoto in Friuli Venezia Giulia. Il Ministero dei lavori pubblici, infatti, con tre decreti emessi tra il 1981 e il 1984, ha stabilito la mappatura delle zone sismiche italiane sulla quale si è basato l'intero impianto normativo in materia di adeguamento antisismico fino al 2003. La delineazione di questa carta geografica sismica è avvenuta con la collaborazione del CNR che, però, ha operato basandosi su pochi dati storici e molte ipotesi probabilistiche.

Con Ordinanza n. 3274 del 2003, a seguito dei sismi avvenuti in Puglia e in Molise, il territorio nazionale è stato frazionato in 4 zone "a rischio", individuate in base all'accelerazione massima del suolo. La stessa Ordinanza ha approvato delle specifiche norme tecniche afferenti la costruzione di fabbricati, il supporto di terreni, l'installazione e il consolidamento di ponti e opere di fondazione. Le previsioni tecniche contenute in detta Ordinanza, in combinato con quanto previsto da. D.M. del marzo 1975, hanno costituito l'apparato legislativo italiano in materia di costruzione e adeguamento di edifici a finalità antisismiche fino al 2005.

 

La vigente normativa italiana in materia di adeguamenti antisismici.

Al fine di creare un unico testo legislativo che accorpasse tutte le norme e i provvedimenti succedutisi nell'arco di 20 anni, è stato emanato il D.M. del 14/09/2005 titolato "Norme tecniche per le costruzioni". Per la prima volta, il Legislatore entra nello specifico e disciplina tutto l'aspetto afferente la progettazione e la costruzione di edifici e di opere di ingegneria civile, nonché l'adeguamento antisismico di immobili preesistenti. Il Decreto Ministeriale del 2005, armonizzato con quanto previsto dal T.U. dell'edilizia del 2001 (precisamente, con l'art. 104 del T.U.), hanno costituito l'unico riferimento legislativo attuabile in Italia per 3 anni.

Nel gennaio del 2008, il "Ministero delle Infrastrutture" ha approvato, con decreto, le nuove norme tecniche per le costruzioni (NTC). Tale nuovo intervento legislativo si compone di 12 articoli, con specifiche tecniche che vanno dallo studio dei materiali a quello della progettazione strutturale, fino alla costruzione e al collaudo statico degli edifici, nonché all'adeguamento antisismico di quelli già esistenti. In allegato al testo del decreto, si trova una nuova e aggiornata mappatura delle zone sismiche del territorio nazionale.

Il 27 settembre u.s. è stata sottoposta all'esame del Governo una bozza con l'aggiornamento delle NTC, ancora in fase di valutazione. Per completezza di trattazione, ricordiamo che la "Legge di Stabilità per il 2017" ha introdotto una nuova detrazione fiscale per gli interventi di messa in sicurezza antisismica degli edifici, il cosiddetto "Sisma Bonus".